Perchè esporsi ai raggi solari naturali o artificiali?

13 marzo 2019

I raggi ultravioletti derivanti dall’esposizione al sole naturale sono esattamente gli stessi raggi dei lettini solari di ultima generazione.

 

Infatti, dopo l’ultima normativa europea del 2011, i Solarium Professionali si sono dovuti adeguare in termini di emissioni dei raggi UVA e UVB. Questo per garantire una migliore qualità e sicurezza del servizio.
L’ultima normativa europea infatti prevede che le lampade solari emettano 0,3 watt per metro quadrato che equivale alla luce del sole a mezzogiorno a l'equatore sia in termini di raggi UVA che di raggi UVB.
Questo spiega come le preoccupazioni derivanti dalle vecchie emissioni dei lettini e docce solari, con tempi di seduta minori (da 4 a 15 minuti) rispetto a quelli odierni (da 4 a 28 minuti), non abbiano più modo di esistere.

I danni che tutti noi conosciamo dovuti all’esposizione al sole, come scottature, macchie della pelle etc, sono gli stessi che possiamo riscontrare con lampade abbronzanti non a norma, che non rispettano le specifiche della normativa odierna, sia in termini di emissioni che di sicurezza.

Ciò che dobbiamo tener a mente, durante l’esposizione, sono diversi fattori:

  • l’obiettivo da raggiungere;
  • il tempo di esposizione;
  • il centro professionale che scegliamo;
  • il nostro fototipo (tipo di pelle).

E' ormai comprovato da diversi studi, in particolare quelli effettuati dal Sunlight Research Forum (SRF), organizzazione senza scopo di lucro con sede nei Paesi Bassi, che vi è una relazione tra l'esposizione al sole e la protezione da diverse malattie.
Lo scopo della SunlightResearch Forum (SRF) è divulgare i risultati delle più recenti ricerche in campo medico e scientifico relative agli effetti sugli esseri umani di una moderata esposizione ai raggi UV.
In questo studio i ricercatori hanno osservato - per ben 15 anni - a partire dal 1991/92, 49.261 donne di età compresa tra 30 e 49 anni. I loro risultati mostrano che il rischio di tumore al seno nelle donne che si sottoponevano a sedute di lettino abbronzante si riduceva del 44%. Pertanto gli scienziati svedesi hanno anche confermato il risultato di uno studio analogo condotto in Francia su 10.000 donne che dimostrava un abbattimento del 43% del rischio di tumore al seno.
Anche coloro che soffrono di malattie reumatiche possono trarre beneficio per le proprie ossa, articolazioni e muscoli, nonché per organi interni come cuore, cervello e polmoni.
Un ulteriore studio condotto da un team di scienziati dell'Università di Edimburgo, tra cui l'autorevole dermatologo dott. Richard Weller, ha dimostrato che durante l'esposizione solare la pelle rilascia un composto chimico (ossido nitrico) nei vasi sanguigni che va ad abbassare la pressione arteriosa, riducendo il rischio di ictus e infarto.
"Abbiamo il sospetto che i benefici per la salute del cuore della luce solare supereranno il rischio di cancro della pelle" - ha spiegato il Dott. Weller che aggiunge - "..abbiamo ora in programma di esaminare i relativi rischi di malattie cardiache e il cancro della pelle in persone che hanno ricevuto diverse quantità di esposizione al sole. Se questo conferma che la luce solare riduce il tasso di mortalità da tutte le cause, avremo bisogno di riconsiderare i nostri consigli sull'esposizione al sole".


Una maggiore protezione da numerose patologie si ottiene quando s'innalza il livello di vitamina D; purtroppo nella stagione invernale i raggi solari sono troppo deboli per sintetizzarla, pertanto un uso moderato di Solarium specializzati può risultare un'eccellente misura preventiva, poiché i lettini solari svolgono la stessa funzione della luce solare naturale stimolando nell'organismo la vitamina D.
Tale processo fa aumentare di conseguenza le difese immunitarie.
Infatti, attraverso l’esposizione a quella radiazione solare che è la ultravioletta B, riusciamo a produrre vitamina D che viene poi conservata ed utilizzata all’occorrenza per gestire la quantità di calcio nel sangue, ossa e intestino. A seconda delle necessità il nostro organismo trasforma questa vitamina in ormone che si attiva quando il corpo ne ha bisogno.

Analizziamo i fattori da tenere in considerazione.

Prima di tutto bisogna capire quale obiettivo vogliamo raggiungere, o meglio, se il nostro scopo è finalizzato ad una bella abbronzatura o se vogliamo solo tener costanti i nostri livelli di vitamina D.
Ovviamente se siamo negli ultimi mesi primaverili, avvicinandoci all’estate, desideriamo preparare la nostra pelle alle lunghe giornate in spiaggia sotto il sole. Le tempistiche di esposizione quindi saranno graduali a seconda del tipo della nostra pelle.
Nei mesi invernali invece possiamo mantenere sia la nostra abbronzatura e sia i nostri livelli di vitamina D a livelli più che sufficienti all’interno dei Solarium Professionali Specializzati.
Quindi facciamo una distinzione:

  • per una buona abbronzatura è necessario esporsi gradualmente al sole naturale (si consigliano alcune sedute all’interno di Solarium Professionali, anch’ esse graduali); evitare gli orari centrali della giornata (dalle 12 alle 15);
  • per alzare i nostri livelli di vitamina d, invece, è necessario che ci esponiamo durante l’orario “sconsigliato” (dalle 12 alle 15), ma per un periodo di tempo estremamente controllato (da 10 a 20 minuti per lato, a seconda del nostro tipo di pelle, senza usare creme protettive poiché creano uno schermo che filtra parte dei raggi emessi dal sole e quindi non ci consente di produrre vitamina D).

Questi due obiettivi possono entrare in contraddizione tra loro, ed il risultato corrisponde ad un giusto compromesso tra le due esposizioni.


É chiaro come, all’interno di Centri per l’abbronzatura specializzati, con personale affidabile ed esperto, sia più facile mantenere un rigido controllo del tempo di esposizione e della qualità dell’ abbronzatura.

Una volta stabilito il nostro obiettivo, variano i tempi d’esposizione. Le prime sedute avranno una durata minore rispetto a quelle di una esposizione costante che, durante l’estate raggiungono il massimo (28 minuti), mentre d’inverno possono restare tranquillamente ad un livello intermedio, o comunque consono al tipo di pelle.
Infatti, ovviamente, tutto il processo dipende dal fototipo, ovvero il proprio tipo di pelle.
Possiamo classificare i fototipi in 4 categorie:

  1. Fototipo I Capelli rossi, occhi chiari e pelle lattescente. La tua pelle ha pochissime difese naturali contro il sole, quindi devi porre estrema attenzione alla protezione: maglietta, cappello, occhiali, ombrellone e naturalmente prodotti solari ad altissima protezione.
  2. Fototipo II Capelli biondi, pelle chiara ed occhi chiari. Devi esporti al sole con cautela ed in modo graduale. Evita sempre le ore centrali del giorno ed usa prodotti ad altissima protezione, ricordando di ripetere l'applicazione durante la giornata.
  3. Fototipo III Capelli castani, occhi marroni e pelle chiara o scura. Nei primi giorni di esposizione usa un prodotto ad alta protezione. In seguito puoi ridurre il fattore di protezione. Ricorda comunque che in particolari situazioni (tropici, alta montagna, presenza di superfici riflettenti) è necessaria una protezione estrema.
  4. Fototipo IV Capelli marroni, occhi marroni e pelle scura o negroide. Anche se non ti scotti fai attenzione ai raggi ultravioletti UVA e UVB. In grandi quantità possono causare danni alla pelle, anche se già abbronzata.

Quindi, riguardo i raggi UV delle lampade abbronzanti, rigorosamente controllati in termini di qualità, nonchè regolarizzati a normative, sia a livello italiano che a livello europeo, che ne stabiliscono la conformità. Dunque è da sfatare l’affermazione ricorrente per la quale la luce solare fa bene, mentre quella artificiale no. In realtà si tratta della stessa forma di luce, poiché, come abbiamo detto, ha le medesime caratteristiche.


I Solarium specializzati, come Blue Sun, se aderenti alle nuove normative ed ai livelli di qualità imposti, producono una luce che contiene le stesse particelle di cui si forma la luce solare naturale, e hanno dunque le stesse proprietà benefiche. E’ chiaro di come sia l’abuso, sia della luce del sole naturale che di quella delle lampade abbronzanti, ad arrecare danni.


A tal proposito vi proponiamo un articolo di VERO, con il parere di un esperto.

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A cura di Giulia Di Francesco
Fonti
http://www.lifepr.de/pressemitteilung/sunlight-research-forum/Sunlight-extends-life-expectancy/boxid/481813

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